Ricercando sul Web.
Ogni tanto, mi punge la vaghezza di tracciare su "Google" i nomi di persone che hanno incrociato il mio passato e che poi, da ormai molti anni, le vicende sopravvenute del destino hanno fatto sì che avessero a congedarsi da me, sperdendosi, piano, piano, nelle nebbie della lontananza, del tutto sottraendosi alla mia vista.
Per quel che si rende possibile, mi diverte davvero poterne curiosamente seguire quei tratti salienti delle loro esistenze, sia pure se solo sommariamente, così come vengono ad essere riportati nel mondo telematico; mi pare quasi di osservare di nascosto quegli antichi amici, protetto dall'anonimato della macchina, oltre tutto senza che questi nemmeno possano immaginarselo, attesa anche la sopravvenuta desuetudine assoluta delle nostre abitudini di ritrovo. Per altro verso, ugualmente in relazione alle conoscenze più remote, mi è dato di denotare come, non di rado, quello che poi è stato il percorso professionale e di vita di questi miei perduti compagni nella strada dell'esistenza già potesse presagirsi sin dagli anni delle scuole elementari; mi stupisce constatare come le eccezioni a questa regola siano poche davvero, anche se, talvolta, eclatanti (ma mi esimerò dal fornirne degli esempi, per evitare di chiamare indebitamente in causa, fra l'altro, a sua totale insaputa, qualcuno che, ormai, mi è divenuto del tutto estraneo).
Amo assai di meno ricercare le loro immagini. Infatti, quando i tratti dei loro visi ancora riescono a riconnettersi alle mie remote memorie, pur tuttavia, mi appaiono invecchiati, come è certo ed è naturale che sia, ma spesso questi si presentano ugualmente come esteticamente “mal invecchiati” e la cosa, soprattutto, in relazione ad alcune antiche fanciulle, mi rammarica un poco; ciò dal momento che il ricordo della loro trascorsa avvenenza, pure, ancora suole attardarsi talvolta nei miei pensieri, animandoli del barbaglio di quella tenue poesia che ammanta le vicende trascorse del nostro passato. Inutile dire come, a fronte di un tal genere di immagini, mi colga parimenti il timore di potermi essere tramutato anch’io in un attempato brutto arnese “mal invecchiato” e l’ipotesi, lo confesso, un poco mi sconforta.
Ebbene, proprio ieri, senza alcuna particolare ragione, mi era tornata alla mente l’immagine di quello che, al tempo, era stato un bambino, di un paio d'anni più piccolo di me, insieme al quale spesso mi capitava di servire la Messa. Il suo nome e cognome, per fortuna, non erano comunissimi e, così, dopo aver scartato alcuni suoi omonimi, finalmente l’ho trovato; era sicuramente lui, ancora abitava in quel paese nel quale, fra i nove ed i dieci anni, ebbi a vivere anch'io per una diecina di mesi, e, però, si trattava di un necrologio: era venuto a mancare alcuni mesi addietro.
Mi sono davvero un poco immalinconito, poiché, insieme a lui, se n’era certamente andato anche un altro pezzo della mia ormai remota fanciullezza; di quell’epoca ancora piena di sogni e di ingenue illusioni che, poi, il turbine della sopravvenuta maturità avrebbe provveduto a disperdere, così come è solito fare anche il vento, con gli inutili cumuli di foglie, ormai disseccate, che ingombrano i viali dei parchi, insieme ai sentieri più remoti dei giardini del nostro cuore …
Ricercando sul Web testo di Michele 57